sabato 26 febbraio 2011

Ai profesionisti della città

  


                                                               Riporto uno scritto di don Tonino Bello
tratto da “Senza misura” (ed. la meridiana 2010 seconda edizione) , parole rivolte ai professionisti della città e dell’industria.



                     "Coloro che affermano che la dottrina di Cristo è nemica dello Stato, ci diano tali sudditi quali prescrive che siano la dottrina cristiana, e poi osino chiamarla nemica dello Stato: dovrebbero piuttosto confessare che, se essa fosse osservata, sarebbe la potente salvezza dello Stato". ( Sant’Agostino Ep. 138, 2, 15)












Le sentinelle della città


“A voi che siete abituati a riflettere un pochino più degli altri, che leggete di più, che ascoltate di più, a voi uomini di cultura, uomini del libro e della routine quotidiana, a voi sentinelle della città vorrei porre questa domanda: dove va la nostra città? Dove stiamo andando?


Voglio però riflettere con voi sulle cose che succedono in casa mia, cioè in quell’ambito, in quegli spazi dove io dovrei sorvegliare, essere vescovo nel senso etimologico della parola: sorvegliante.


In fatto di vita spirituale, di vita religiosa c'è molta esteriorità. C'è molta voglia di sacro nella nostra città ma poco desiderio di santità.


Il sacro è una tintura che noi mettiamo all'esterno secondo i nostri gusti. Santità invece è vita interiore, è ascolto, è voglia di attingere alle falde freatiche profonde dove scorre l'acqua del silenzio, dei grandi valori della vita, della contemplazione, dello stupore, dell'amore per le cose, del rispetto degli altri, dell'amore per Dio e della polarizzazione della propria vita attorno a Lui. Questa è santità.


Ora io vorrei invitarvi ad essere i promotori di questa santità più di quanto non lo sia il vescovo. Perché il vescovo, purtroppo anche il vescovo, è un uomo del sacro, Io mi vedo moltissime volte interpellato sulle processioni, sui riti. Uomo del sacro.


Siate voi i promotori della santità. Io mi appello a quella santità laica di cui tutti quanti voi potete essere fornitori, protagonisti e propositori La santità laica, i valori del Vangelo che poi sono i valori che si sprigionano dalle viscere della terra.


La solidarietà. La solidarietà non intesa come vago sentimento adolescenziale, ma come farsi carico delle sofferenze degli altri, le sofferenze della città..


La trasparenza. La trasparenza della vita perché non ci siano fratture tra l'audio e il video. C'è molto audio nelle nostre chiese. Ma di video ce ne è poco; si sente bene, ma il video è a strisce; ci sono delle interferenze.


L'accettazione dell'altro. La ricerca dell'altro.


Capite allora? Provocare dalle viscere del territorio questa esemplarità. Questo è promozione nuova per la città. La santità laica, la promozione di questi valori.


Che i vostri figli apprendano da voi quelle fierezze che fanno l'uomo grande, quelle fierezze umane; quelle indipendenze interiori, quei riconoscimenti di subalternità solo dinanzi a Dio. Servi di tutti ma schiavi di nessuno. Protesi in questo servizio straordinario dell'uomo. Quanto merito vi troverete per essere stati promotori di questa santità urbana (aziendale), di questa santità laica, democratizzata, diffusa.




La città langue di interiorità.



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