martedì 26 gennaio 2016

Ma dell'uomo cosa ne facciamo"...


Arriva Dio!

Un giorno un uomo "single" venne a sapere che Dio stava per venire a trovarlo.
 «Da me?», si preoccupò. «Nella mia casa?». 

Si mise a correre affannato attraverso tutte le camere, salì e scese per le scale, si arrampicò fin sul tetto, si precipitò in cantina. Vide la sua casa con altri occhi, adesso che doveva venire Dio.
«Impossibile! Povero me!», si lamentava. «Non posso ricevere visite in questa indecenza. E' tutto sporco! Tutto pieno di porcherie. Non c'è un solo posto adatto per riposare. Non c'è neppure aria per respirare». Spalancò porte e finestre.

«Fratelli! Amici!», invocò. «Qualcuno mi aiuti a mettere in ordine! Ma in fretta!». E cominciò a spazzare con energia la sua casa. Attraverso la spessa nube di polvere che si sollevava, vide uno che era venuto a dargli aiuto. In due era più facile. Buttarono fuori il ciarpame inutile, lo ammucchiarono e lo bruc iarono. Si misero in ginocchioni e strofinarono vigorosamente le scale e i pavimenti. Ci vollero molti secchi d'acqua, per pulire tutti i vetri. Stanarono anche la sporcizia che si annidava negli angoli più nascosti.

«Non finiremo mai!», sbuffava l'uomo. «Finiremo!», diceva l'altro, con calma. Continuarono a lavorare, fianco a fianco, per tutto il giorno. E, finalmente, la casa pareva messa a nuovo, lustra e profumata di pulito.

Quando scese il buio, andarono in cucina e apparecchiarono la tavola. 

«Adesso», disse l'uomo, «può venire il mio Visitatore! Adesso può venire Dio. Dove starà aspettando?». 

«Io sono già qui!», disse l'altro, e si sedette al tavolo. «Siediti e mangia con me!»


Dio non ci lascia mai soli nel compito di «far pulizia» nella nostra casa-anima. E' con noi, dalla nostra parte. Ci incoraggia con la sua parola, ci affianca e agisce con la sua grazia. Il sacramento della Riconciliazione è opera contemporaneamente di Dio e del cristiano, che si incontrano per star bene insieme e «mangiare alla stessa tavola».
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* Leggi il ritaglio su Qumran!

venerdì 22 gennaio 2016

C A M M I N O d i F E D E: Cristo ieri, oggi, sempre!

C A M M I N O d i F E D E: Cristo ieri, oggi, sempre!: Gli abitanti di Nazareth non hanno visto che un aspetto di Gesù, il figlio di Giuseppe il carpentiere,e non il profeta ultimo che indi...

giovedì 21 gennaio 2016

C'è una sola ragione per guardare indietro al passato...



A cosa può servire un album fotografico? rivivere il passato della nostra vita felice, cose belle, feste, nascite, prime comunioni, matrimoni, parenti, amici, paesaggi... e a conta tante altre cose... Ma il nostro passato è tutto nel nostro album? Vi sono altri momenti della nostra vita che spesso ricordiamo da soli e che confidiamo ad altri? Fa sempre bene ricordare il passato?
Don Luciano ci indicherà le ragioni per ricordare o dimenticare il passato.


L'unica ragione per ricordare il passato (Isaia 43, 16)
da Incontri con la Parola , di don Luciano

Vado a visitare un amico e finisce che mi mette in mano un vecchio album di foto di famiglia. C'è la foto di lui che da bambino a carnevale è vestito da indiano... i pranzi di famiglia a Natale...scene di anni di vacanze con lui sempre più grande... la foto di classe... quella con i compagni della squadra di calcio... con la fidanzata. Ah, quanti ricordi! Ma l'album di famiglia non mostra tutte le cose che gli sono capitate. C'è stato l'incidente con l'automobile, e poi quando si è rotto il braccio, e non c'è nemmeno la foto di quando è stato ammalato per un bel po' di tempo – in qualche modo questi eventi sono stati estromessi dall'album delle memorie.

Tutti noi abbiamo il nostro album di ricordi immagazzinati, non solo in un album di carta, ma nei cassetti della nostra memoria. E alcuni di noi ritornano spesso con la mente alle vicende passate, e ne parlano pure in continuazione. Ma di quali cose? Bene, Dio ha qualcosa di importante, persino di liberante, da dirti riguardo alle cose passate, specialmente di quelle su cui continui a rimuginarci sopra.

Apri la Parola di Dio a Isaia 43, a partire dal versetto 16. Dio sta parlando a un popolo che è passato attraverso un mare di dolore - gente che aveva perso un mucchio di cose e persone a cui tenevano
molto. Ci sono alcune cose del passato che Dio chiede loro di ricordare, e altre che devono dimenticare. Ecco cosa dice Dio: - «Così dice il Signore che offrì una strada nel mare | e un sentiero
in mezzo ad acque possenti». Poi Dio dice di ricordare bene queste parole: - «Non ricordate più le cose passate, | non pensate più alle cose antiche!» Ossia Dio ti dice di non conservare nell'album
delle memorie le foto delle cose negative.

Poi continua dicendo: - «Ecco, faccio una cosa nuova: | proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? | Aprirò anche nel deserto una strada, | immetterò fiumi nella steppa». In altre parole, Dio ti sta
dicendo: "Non voglio che tu ti perda le cose meravigliose che sto per fare per te... solo perché hai gli occhi fissati sulle foto negative
del tuo passato!"

Mi chiedo se il tuo album di memorie è zeppo di foto che inquadrano i momenti dolorosi della tua vita. Mi chiedo se alcune delle persone che ti stanno intorno sono ormai stanche di sentirti raccontare sempre la stessa storia, di quando ti hanno fatto un torto o ti hanno fatto del male. La Parola di Dio è chiara - dimentica quelle cose! Hai mai visto un album fotografico dove ci sono solo le foto delle disgrazie di una famiglia? Sarebbe un album da psicopatici. Se continui a riportare a galla il passato, finisce che vivi NEL passato - e ti perdi le cose meravigliose che Dio sta facendo per te nel presente e nel futuro.

C'è una sola ragione per guardare indietro al passato - per ricordare gli innumerevoli momenti della tua vita per i quali devi LODARE DIO! Ti ha diviso il mare... ha abbattuto gli ostacoli... gli interventi provvidenziali... le liberazioni... strade nel deserto... torrenti che sgorgavano quando la tua acqua finiva. In Isaia 43,20-21 Dio dice:
«Fornirò acqua al deserto, fiumi alla steppa, | per dissetare il mio popolo, il mio eletto. | Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi».

Decidi: qual è il passato che vuoi ricordare? Quello doloroso? Puoi farlo, ma sappi che manterrà vivo il dolore anche nel tuo futuro. O vuoi ricordare il passato che è FONTE DI LODE a Dio - tutte quelle volte che il tuo Dio misericordioso era lì per te? Allora quei ricordi ti prepareranno per il prossimo meraviglioso episodio della tua vita dove Dio ti mostrerà ancora una volta quanto ti ama.

I nostri album di famiglia non sono pieni di disgrazie - le foto che ci mettiamo sono quelle delle cose belle che amiamo ricordare. E così deve essere anche l'album dei ricordi del tuo cuore. L'unica ragione che hai per guardare ancora una volta il tuo passato è per sfogliare le memorie di vita di cui lo ha riempito il tuo Signore!

Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

giovedì 7 gennaio 2016

Giubileo: cos'è, cosa fare


Parliamo di Giubileo
Alcuni amici mi hanno fatte domande sul giubileo indetto da Papa Francesco. Ho costatato che c'è poca conoscenza del significato vero sul Giubileo e sulla pratica di esso.
Ho pensato di pubblicare in parte la lettera di Papa Fancesco a Mons. Rino Fisichella, in modo da aiutare chi ancora non ha chiaro in che cosa consiste e cosa fare, in modo che ognuno possa anche spiegare ad altri ciò che hanno letto.



LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
CON LA QUALE SI CONCEDE L'INDULGENZA
IN OCCASIONE DEL GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA

Al Venerato Fratello
Mons. Rino Fisichella
Presidente del Pontificio Consiglio
per la Promozione della Nuova Evangelizzazione
La vicinanza del Giubileo Straordinario della Misericordia mi permette di focalizzare alcuni punti sui quali ritengo importante intervenire per consentire che la celebrazione dell’Anno Santo sia per tutti i credenti un vero momento di incontro con la misericordia di Dio. È mio desiderio, infatti, che il Giubileo sia esperienza viva della vicinanza del Padre, quasi a voler toccare con mano la sua tenerezza, perché la fede di ogni credente si rinvigorisca e così la testimonianza diventi sempre più efficace.
Il mio pensiero va, in primo luogo, a tutti i fedeli che nelle singole Diocesi, o come pellegrini a Roma, vivranno la grazia del Giubileo. Desidero che l’indulgenza giubilare giunga per ognuno come genuina esperienza della misericordia di Dio, la quale a tutti va incontro con il volto del Padre che accoglie e perdona, dimenticando completamente il peccato commesso. Per vivere e ottenere l’indulgenza i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano, e nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione.
Ugualmente dispongo che nei Santuari dove si è aperta la Porta della Misericordia e nelle chiese che tradizionalmente sono identificate come Giubilari si possa ottenere l’indulgenza. È importante che questo momento sia unito, anzitutto, al Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa Eucaristia con una riflessione sulla misericordia. Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per me e per le intenzioni che porto nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero.
Penso, inoltre, a quanti per diversi motivi saranno impossibilitati a recarsi alla Porta Santa, in primo luogo gli ammalati e le persone anziane e sole, spesso in condizione di non poter uscire di casa. Per loro sarà di grande aiuto vivere la malattia e la sofferenza come esperienza di vicinanza al Signore che nel mistero della sua passione, morte e risurrezione indica la via maestra per dare senso al dolore e alla solitudine. Vivere con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la comunione o partecipando alla santa Messa e alla preghiera comunitaria, anche attraverso i vari mezzi di comunicazione, sarà per loro il modo di ottenere l’indulgenza giubilare.
Il mio pensiero va anche ai carcerati, che sperimentano la limitazione della loro libertà. Il Giubileo ha sempre costituito l’opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto. A tutti costoro giunga concretamente la misericordia del Padre che vuole stare vicino a chi ha più bisogno del suo perdono. Nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l’indulgenza, e ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà.
Ho chiesto che la Chiesa riscopra in questo tempo giubilare la ricchezza contenuta nelle opere di misericordia corporale e spirituale. L’esperienza della misericordia, infatti, diventa visibile nella testimonianza di segni concreti come Gesù stesso ci ha insegnato. Ogni volta che un fedele vivrà una o più di queste opere in prima persona otterrà certamente l’indulgenza giubilare. Di qui l’impegno a vivere della misericordia per ottenere la grazia del perdono completo ed esaustivo per la forza dell’amore del Padre che nessuno esclude. Si tratterà pertanto di un’indulgenza giubilare piena, frutto dell’evento stesso che viene celebrato e vissuto con fede, speranza e carità.
L’indulgenza giubilare, infine, può essere ottenuta anche per quanti sono defunti. A loro siamo legati per la testimonianza di fede e carità che ci hanno lasciato. Come li ricordiamo nella celebrazione eucaristica, così possiamo, nel grande mistero della comunione dei Santi, pregare per loro, perché il volto misericordioso del Padre li liberi da ogni residuo di colpa e possa stringerli a sé nella beatitudine che non ha fine...

...Confidando nell’intercessione della Madre della Misericordia, affido alla sua protezione la preparazione di questo Giubileo Straordinario.

Dal Vaticano, 1 settembre 2015
Francesco
 

giovedì 31 dicembre 2015

ANNO NUOVO IMPEGNI NUOVI


Buon anno 2016

con l'augurio di cercare e trovare serenità, gioia, pace non solo per noi, soprattutto per cambiare nel mondo tutto ciò che non va.






Ci  aiuti
in questo 
nostro impegno 
la Madre di Dio





giovedì 24 dicembre 2015

BUON NATALE 2015

Buon natale nella serenità , nella gioia, nella pace con un po' di 

nostalgia di qando il Natale era semplice, sentito, festeggiato 

senza l'euforismo e il martellamento del richiamo al consumismo...



CI SIAMO FORSE FATTO RUBARE IL NATALE DAI

POTENTI DELLA

 GLOBALIZZAZIONE?


giovedì 3 dicembre 2015

RIFARE L’UNITÀ DELLA FAMIGLIA UMANA

«Perché tutti siano una sola cosa»
(Gv 17, 21).


Pubblico questo articolo di Fabio Ciardi, Missionario Oblato di Maria Immacolata, che prende spunto dalla preghiera di Gesù al Padre in preparazione della sua morte. Gesù prega chiedendo l'unità per i suoi discepoli che lo avevano seguito per tutto il tempo della sua predicazione. «Perché tutti siano una sola cosa» . Quella preghiera, fatta per i futuri pastori della Chiesa, ha un valore ancora oggi in quanto tutti coloro che credono in Gesù sono entrati a far parte della sua Chiesa.E che dire della famiglia cristiana, sempre indicata come piccola chiesa domestica? Questo articolo ci sproni a fare di tutto per mantenere unita la nostra famiglia, altre famiglie in modo da formare nella nostra parrocchia un popolo di famiglie, una sola Chiesa. Facciamo nostra questa preghiera di Gesù, sei parole prese in prestito da Gesù possono fare “il miracolo” dell'unità. Buona lettura!

Rifare l'unità della famiglia, di Fabio Ciardi

Ti prego, Padre, «Perché tutti siano una sola cosa»


È l’ultima accorata preghiera che Gesù rivolge al Padre. Sa di chiedere la cosa che più gli sta a cuore. Dio infatti ha creato l’umanità come la sua famiglia, con la quale condividere ogni bene, la sua stessa vita divina. Cosa sognano i genitori per i figli se non che si vogliano bene, si aiutino, vivano uniti tra di loro? E qual è il loro più grande dispiacere se non quello di vederli divisi per gelosie, interessi economici, fino al punto da arrivare a non parlarsi più? Anche Dio ha sognato da tutta l’eternità la propria famiglia unita nella comunione d’amore dei figli con lui e tra di loro.
Il drammatico racconto delle origini ci parla del peccato e della progressiva frantumazione della famiglia umana: come leggiamo nel libro della Genesi l’uomo accusa la donna, Caino uccide il proprio fratello, Lamec si vanta della sua spropositata vendetta, Babele genera l’incomprensione e la dispersione dei popoli… Il progetto di Dio sembra fallito.
Egli tuttavia non si dà per vinto e con tenacia persegue la riunificazione della propria famiglia. La storia riparte con Noè, con la scelta di Abramo, con la nascita del popolo eletto; e avanti, fino a quando decide di mandare suo figlio sulla terra affidandogli la grande missione: radunare in una sola famiglia i figli dispersi, raccogliere le pecore smarrite in un solo gregge, abbattere i muri di separazione e le inimicizie tra i popoli per creare un unico popolo nuovo (cf. Ef 2,14-16).
Dio non smette di sognare l’unità, per questo Gesù gliela chiede come il dono più grande che egli può implorare per tutti noi:


«Perché tutti siano una sola cosa»




Ogni famiglia porta l’impronta dei genitori. Così quella creata da Dio. Dio è Amore non soltanto perché ama la sua creatura, ma è Amore in se stesso, nella reciprocità del dono e della comunione, da parte di ognuna delle tre divine Persone verso le altre.
Quando dunque ha creato l’umanità egli l’ha plasmata a sua immagine e somiglianza e vi ha impresso la sua stessa capacità di relazione, in modo che ogni persona viva nel dono scambievole di sé. L’intera frase della preghiera di Gesù che vogliamo vivere questo mese dice infatti: «perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi». Il modello della nostra unità è niente meno che l’unità esistente tra il Padre e Gesù. Sembra impossibile, tanto essa è profonda. Essa è tuttavia resa possibile da quel come, che significa anche perché: possiamo essere uniti come sono uniti il Padre e Gesù proprio perché ci coinvolgono nella loro stessa unità, ce ne fanno dono. 
 
«Perché tutti siano una sola cosa» 
 
È proprio questa l’opera di Gesù, fare di tutti noi una cosa sola, come lui lo è con il Padre, una sola famiglia, un solo popolo. Per questo si è fatto uno di noi, si è caricato delle nostre divisioni e dei nostri peccati inchiodandoli sulla croce.
Egli stesso ha indicato la strada che avrebbe percorso per portarci all’unità: «Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me» (Gv 12, 32). Come profetizzato dal sommo sacerdote, «doveva morire (...) per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi» (Gv 11, 52). Nel suo mistero di morte e risurrezione, ha riassunto tutto in sé (cf. Ef 1,10), ha ricreato l’unità spezzata dal peccato, ha rifatto la famiglia attorno al Padre e ci ha resi nuovamente fratelli e sorelle tra di noi. La sua missione Gesù l’ha compiuta. Adesso rimane la nostra parte, la nostra adesione, il nostro “sì” alla sua preghiera: 
 
«Perché tutti siano una sola cosa»
Qual è il nostro contributo all’adempimento di questa pre-ghiera?
Innanzitutto farla nostra. Possiamo prestare labbra e cuore a Gesù perché continui a rivolgere queste parole al Padre e ripetere ogni giorno con fiducia la sua preghiera. L’unità è un dono dall’alto, da chiedere con fede, senza stancarci mai.
Essa inoltre deve rimanere costantemente in cima ai nostri pensieri e desideri. Se questo è il sogno di Dio vogliamo che sia anche il nostro sogno. Di tanto in tanto, prima di ogni decisione, di ogni scelta, di ogni azione, potremmo domandarci: serve per costruire l’unità, è il meglio in vista dell’unità?
Dovremmo infine correre là dove le disunità sono più evidenti e prenderle su di noi, come ha fatto Gesù. Possono essere attriti in famiglia o tra persone che conosciamo, tensioni che si vivono nel quartiere, disaccordi nell’ambiente di lavoro, in parrocchia, tra le Chiese. Non sfuggire i dissidi e le incomprensioni, non restare indifferenti, ma portarvi il proprio amore fatto di ascolto, di attenzione all’altro, di condivisione del dolore che nasce da quella lacerazione.
E soprattutto vivere in unità con quanti sono disponibili a condividere l’ideale di Gesù e la sua preghiera, senza dare peso a malintesi o a divergenze di idee, contenti del “meno perfetto in unità che del più perfetto in disunità”, accettando con gioia le differenze, anzi considerandole una ricchezza per un’unità che non è mai riduzione a uniformità.
Sì, questo a volte ci metterà in croce, ma è proprio la strada che Gesù ha scelto per rifare l’unità della famiglia umana, la strada che anche noi vogliamo percorrere con lui.



Parola di vita Novembre 2015

lunedì 23 novembre 2015

Lettera di DIO PADRE ad ogni uomo, donna, giovani, bambini ( da leggere in famiglia)

La presenza di Dio Padre nella nostra vita


Ecco secondo le Scritture ciò che fa Dio per te, per me, per l’uomo. Da sempre ha pensato a noi, ci mantiene in vita, ci conosce a fondo, ci ama, ci parla, vuole essere conosciuto e amato.

Ho cercato un'immagine nel Veb di Dio Padre da inserire a metà del brano, ho cercato molto e poi ancora...Ho sognato che non esiste questa immagine se non nel cuore di ognuno noi.

Figlio Mio,
Forse tu non mi conosci, ma Io so tutto di te … Salmo 139:1
So quando ti siedi e quando ti alzi … Salmo 139:2
Conosco a fondo i tuoi modi di essere …
Salmo 139:3
Perfino ogni capello sul tuo capo è contato … Matteo 10:29-31
Perché ti ho creato a mia immagine … Genesi 1:27
In me vivi, ti muovi, ed esisti …
Atti 17:28
Poiché sei la mia progenie ….

Ti conoscevo ancora prima che fossi concepito … Geremia 1:4-5
Ho scelto te nel disegno del creato … Efesini 1:11-12
Tu non sei stato un errore,
poiché ogni tuo giorno è scritto nel mio libro … Salmi 139:15-16
Ho scelto il giorno esatto della tua nascita
e il luogo dove vivi … Atti 17:26
Sei stato creato in maniera meravigliosa, stupenda Salmi 139:14
Ti ho intessuto nel seno di tua madre … Salmi 139:13
E ti ho portato alla luce nel giorno della tua nascita
Salmi 71:6
Coloro che non mi conoscono
hanno dato una falsa immagine di me … Giovanni 8:41-44
Non sono distante, né rabbioso,
sono invece l’espressione completa dell’amore … . 1 Giovanni 4:16
E desidero offrirti tutto il mio amore … 1 Giovanni 3:1
Semplicemente perché sei mio figlio,
ed Io sono tuo Padre … 1 Giovanni 3:1
Ti offro più di quando possa mai darti
il tuo padre terreno … Matteo 7:11
Perché Io sono il Padre perfetto … Matteo 5:48
Ogni dono perfetto che ricevi
proviene dalla mia mano … . Giacomo 1:17
Perché provvedo a tutto ciò di cui hai bisogno … Matteo 6:31-33
I miei piani per il tuo futuro sono sempre stati
pieni di speranza … Geremia 29:11
Perché ti amo di un amore eterno …
Geremia 31:3
I miei pensieri per te sono più numerosi
dei granelli di sabbia … Salmi 139:117-18
Esulterò nel conoscerti, cantando di gioia …
Sofonia 3:17
Non cesserò mai di farti del bene … . Geremia 32:40
Perché tu appartieni a me e sei mio tesoro … Esodo 19:5
Desidero realizzarti con tutto il mio cuore
e tutta l’anima mia … Geremia 32:41
E voglio mostrarti cose grandi e meravigliose …
Geremia 33:3
Se mi cercherai con tutto il tuo cuore,
mi troverai … . Deuteronomio 4:29
Dilettati in me ed Io ti darò quel che il tuo cuore
desidera … Salmi 37:4
Perché sono Io che ti ho dato quei desideri … Filippesi 2:13
Io posso fare tutto per te, molto più
di quanto tu possa domandare o pensare … Efesini 3:20
Io sono la tua più grande consolazione … 2Tessalonicesi 22:16-17
Sono il padre che ti consola in ogni tua afflizione … 2Corinzi 1:3-4
Quando hai il cuore spezzato, Io sono vicino a te … Salmi 34:18
Come un pastore porta un agnello, Io ti porto
vicino al mio cuore … Isaia 40:11
Un giorno asciugherò ogni lacrima dai tuoi occhi … Apocalisse 21:3-4
Sono tuo padre, e ti amo pure
come amo mio figliuolo Gesù … Giovanni 17:23
Perché in Gesù si è realizzato il mio amore per te …
Giovanni 17:26
Egli è l’impronta esatta della mia essenza … Ebrei 1:3
Egli è venuto a mostrare che io sono per te,
non contro di te … Romani 8:31
E a dirti che non sto contando i tuoi peccati … 2Corinzi 5:18-19
Gesù è morto perché noi ci riconciliassimo … 2Corinzi 5:18-19
La sua morte è stata la massima espressione
del mio amore per te … 1Giovanni 4:10
Ho donato ogni cosa che amavo
per guadagnare il tuo amore … Romani 8:31-32
Se ricevi il dono del mio figliuolo Gesù,
ricevi anche me … 1Giovanni 2:23
E nulla ti separerà mai più dal mio amore … Romani 8:38-39
Vieni a casa e farò la più grande festa
mai visto in cielo … Luca 15:7
Sono sempre stato Padre e sarò sempre Padre … Efesini 3:14-15
La mia domanda è … sarai il mio Figliolo?… Giovanni 1:12-13
Ti aspetto …
Luca 15:11-32

Con amore , tuo papà… Dio Onnipotente...

http://www.piccolifiglidellaluce.it/pfdl/

lunedì 16 novembre 2015

Figlio Mio, forse tu non mi conosci, ma Io so tutto di te

La presenza di Dio Padre nella nostra vita


Ecco secondo le Scritture ciò che fa Dio per te, per me, per l’uomo. Da sempre ha pensato a noi, ci mantiene in vita, ci conosce a fondo, ci ama, ci parla, vuole essere conosciuto e amato.

Figlio Mio,
Forse tu non mi conosci, ma Io so tutto di te … Salmo 139:1
So quando ti siedi e quando ti alzi … Salmo 139:2
Conosco a fondo i tuoi modi di essere …
Salmo 139:3
Perfino ogni capello sul tuo capo è contato … Matteo 10:29-31
Perché ti ho creato a mia immagine … Genesi 1:27
In me vivi, ti muovi, ed esisti …
Atti 17:28
Poiché sei la mia progenie ….

Ti conoscevo ancora prima che fossi concepito … Geremia 1:4-5
Ho scelto te nel disegno del creato … Efesini 1:11-12
Tu non sei stato un errore,
poiché ogni tuo giorno è scritto nel mio libro … Salmi 139:15-16
Ho scelto il giorno esatto della tua nascita
e il luogo dove vivi … Atti 17:26
Sei stato creato in maniera meravigliosa, stupenda Salmi 139:14
Ti ho intessuto nel seno di tua madre … Salmi 139:13
E ti ho portato alla luce nel giorno della tua nascita
Salmi 71:6

Coloro che non mi conoscono
hanno dato una falsa immagine di me … Giovanni 8:41-44
Non sono distante, né rabbioso,
sono invece l’espressione completa dell’amore … . 1 Giovanni 4:16
E desidero offrirti tutto il mio amore … 1 Giovanni 3:1
Semplicemente perché sei mio figlio,
ed Io sono tuo Padre … 1 Giovanni 3:1

Ti offro più di quando possa mai darti
il tuo padre terreno … Matteo 7:11
Perché Io sono il Padre perfetto … Matteo 5:48
Ogni dono perfetto che ricevi
proviene dalla mia mano … . Giacomo 1:17
Perché provvedo a tutto ciò di cui hai bisogno … Matteo 6:31-33
I miei piani per il tuo futuro sono sempre stati
pieni di speranza … Geremia 29:11
Perché ti amo di un amore eterno …
Geremia 31:3
I miei pensieri per te sono più numerosi
dei granelli di sabbia … Salmi 139:117-18
Esulterò nel conoscerti, cantando di gioia …
Sofonia 3:17
Non cesserò mai di farti del bene … . Geremia 32:40
Perché tu appartieni a me e sei mio tesoro … Esodo 19:5
Desidero realizzarti con tutto il mio cuore
e tutta l’anima mia … Geremia 32:41
E voglio mostrarti cose grandi e meravigliose …
Geremia 33:3

Se mi cercherai con tutto il tuo cuore,
mi troverai … . Deuteronomio 4:29
Dilettati in me ed Io ti darò quel che il tuo cuore
desidera … Salmi 37:4
Perché sono Io che ti ho dato quei desideri … Filippesi 2:13
Io posso fare tutto per te, molto più
di quanto tu possa domandare o pensare … Efesini 3:20

Io sono la tua più grande consolazione … 2Tessalonicesi 22:16-17
Sono il padre che ti consola in ogni tua afflizione … 2Corinzi 1:3-4
Quando hai il cuore spezzato, Io sono vicino a te … Salmi 34:18
Come un pastore porta un agnello, Io ti porto
vicino al mio cuore … Isaia 40:11

Un giorno asciugherò ogni lacrima dai tuoi occhi … Apocalisse 21:3-4
Sono tuo padre, e ti amo pure
come amo mio figliuolo Gesù … Giovanni 17:23
Perché in Gesù si è realizzato il mio amore per te …
Giovanni 17:26
Egli è l’impronta esatta della mia essenza … Ebrei 1:3
Egli è venuto a mostrare che io sono per te,
non contro di te … Romani 8:31
E a dirti che non sto contando i tuoi peccati … 2Corinzi 5:18-19

Gesù è morto perché noi ci riconciliassimo … 2Corinzi 5:18-19
La sua morte è stata la massima espressione
del mio amore per te … 1Giovanni 4:10
Ho donato ogni cosa che amavo
per guadagnare il tuo amore … Romani 8:31-32

Se ricevi il dono del mio figliuolo Gesù,
ricevi anche me … 1Giovanni 2:23
E nulla ti separerà mai più dal mio amore … Romani 8:38-39
Vieni a casa e farò la più grande festa
mai visto in cielo … Luca 15:7
Sono sempre stato Padre e sarò sempre Padre … Efesini 3:14-15
La mia domanda è … sarai il mio Figliolo?… Giovanni 1:12-13
Ti aspetto …
Luca 15:11-32

Con amore , tuo papà… Dio Onnipotente...

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venerdì 6 novembre 2015

La chiesa di ieri e di oggi: Spesso criticata, peccatrice, impasto di male e di bene, di peccato e di...SANTITA'

 Siamo tutti Chiesa


Quanto mi hai fatto soffrire, Chiesa, eppure...

(Carlo Carretto)

Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo!
Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo!
Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza.
Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità!


Nulla ho visto al mondo di più oscurantista, più compresso, più falso e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello.
Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porte della mia anima, quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure.

No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te.
E poi, dove andrei?
A costruirne un'altra?


Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò, sarà la mia Chiesa, non più quella di Cristo.
Sono abbastanza vecchio per capire che non sono migliore degli altri.


L'altro ieri un amico ha scritto una lettera ad un giornale: "Lascio la Chiesa perché, con la sua compromissione con i ricchi, non è più credibile". Mi fa pena!
O è un sentimentale che non ha esperienza, e lo scuso; o è un orgoglioso che crede di essere migliore degli altri.
Nessuno di noi è credibile finché è su questa terra...
La credibilità non è degli uomini, è solo di Dio e del Cristo.


Forse che la Chiesa di ieri era migliore di quella di oggi? Forse che la Chiesa di Gerusalemme era più credibile di quella di Roma?
Quando Paolo arrivò a Gerusalemme portando nel cuore la sua sete di universalità, forse che i discorsi di Giacomo sul prepuzio da tagliare o la debolezza di Pietro che si attardava con i ricchi di allora e che dava lo scandalo di pranzare solo con i puri, poterono dargli dei dubbi sulla veridicità della Chiesa, che Cristo aveva fonda to fresca fresca, e fargli venire la voglia di andarne a fondare un'altra ad Antiochia o a Tarso?
Forse che a Santa Caterina da Siena, vedendo il Papa che faceva una sporca politica contro la sua città, poteva saltare in capo l'idea di andare sulle colline senesi, trasparenti come il cielo, e fare un'altra Chiesa più trasparente di quella di Roma cosi spessa, così piena di peccati e così politicante?


...La Chiesa ha il potere di darmi la santità ed è fatta tutta quanta, dal primo all'ultimo, di soli peccatori, e che peccatori!
Ha la fede onnipotente e invincibile di rinnovare il mistero eucaristico, ed è composta di uomini deboli che brancolano nel buio e che si battono ogni giorno contro la tentazione di perdere la fede.
Porta un messaggio di pura trasparenza ed è incarnata in una pasta sporca, come è sporco il mondo.
Parla della dolcezza dei Maestro, della sua non-violenza, e nella storia ha mandato eserciti a sbudellare infedeli e tortu rare eresiarchi.
Trasmette un messaggio di evangelica povertà, e non fa' che cercare denaro e alleanze con i potenti.

Coloro che sognano cose diverse da questa realtà non fanno che perdere tempo e ricominciare sempre da capo. E in più dimostrano di non aver capito l'uomo.

Perché quello è l'uomo, proprio come lo vede visibile la Chiesa, nella sua cattiveria e nello stesso tempo nel suo coraggio invincibile che la fede in Cristo gli ha dato e la carità dei Cristo gli fa vivere.

Quando ero giovane non capivo perché Gesù, nonostante il rinnegamento di Pietro, lo volle capo, suo successore, primo Papa- Ora non mi stupisco più e comprendo sempre meglio che avere fondato la Chiesa sulla tomba di un traditore, di un uomo che si spaventa per le chiacchiere di una serva, era un avvertimento continuo per mantenere ognuno di noi nella umiltà e nella coscienza della propria fragilità.


No, non vado fuori di questa Chiesa fondata su una roccia così debole, perché ne fonderei un'altra su una pietra ancora più debole che sono io.
...E se le minacce sono così numerose e la violenza del castigo così grande, più numerose sono le parole d'amore e più grande è la sua misericordia. Direi proprio, pensando alla Chiesa e alla mia povera anima, che Dio è più grande della nostra debolezza.

E poi cosa contano le pietre? Ciò che conta è la promessa di Cristo, ciò che conta è il cemento che unisce le pietre, che è lo Spirito Santo. Solo lo Spirito Santo è capace di fare la Chiesa con delle pietre mai tagliate come siamo noi!...
E il mistero sta qui.
Questo impasto di bene e di male, di grandezza e di miseria, di santità e di peccato che è la Chiesa, in fondo sono io...


Ognuno di noi può sentire con tremore e con infinito gaudio che ciò che passa nel rapporto Dio-Chiesa è qualcosa che ci appartiene nell'intimo.
In ciascuno di noi si ripercuotono le minacce e la dolcezza con cui Dio tratta il suo popolo di Israele, la Chiesa. A Ognuno di noi Dio dice come alla Chiesa: "Io ti farò mia sposa per sempre" (Osea 2, 21), ma nello stesso tempo ci ricorda la nostra realtà: "La tua impurità è come la ruggine. Ho cercato di toglierla, fatica sprecata! E' così abbondante che non va via nemmeno col fuoco" (Ezechiele 24, 12).

Ma poi c'è ancora un'altra cosa che forse è più bella. Lo Spirito Santo, che è l'Amore, è capace di vederci santi, immacolati, belli, anche se vestiti da mascalzoni e adulteri.

Il perdono di Dio, quando ci tocca, fa diventare trasparente Zaccheo, il pubblicano, e immacolata la Maddalena, la peccatrice.
E' come se il male non avesse potuto toccare la profondità più intima dell'uomo. E' come se l'Amore avesse impedito di lasciar imputridire l'anima lontana dall'amore.
"Io ho buttato i tuoi peccati dietro le mie spalle", dice Dio a ciascuno di noi nel perdono, e continua: "Ti ho amato di amore eterno; per questo ti ho riservato la mia bontà. Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine Israele" (Geremia 3 1, 3-4).

Ecco, ci chiama "vergini" anche quando siamo di ritorno dall'ennesima prostituzione nel corpo, nello spirito e nel cuore.
In questo, Dio è veramente Dio, cioè l'unico capace di fare le "cose nuove".
Perché non m'importa che Lui faccia i cieli e la terra nuovi, è più necessario che faccia "nuovi" i nostri cuori.
E questo è il lavoro di Cristo.
E questo è l'ambiente divino della Chiesa
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