sabato 17 marzo 2018

Quanto difficile ci è a volte soffermarci per riflettere e vegliare su noi stessi

INCONTRI CON LA PAROLA

L'esame di maturità spirituale (Giacomo 3, 2-12)
di don Luciano





Ricordo di aver letto questo episodio riferito ai Padri del deserto. Un giorno si presentò a un santo monaco un uomo semplice, di nome Pambo.
Costui chiese all'uomo di Dio di insegnargli le Scritture. Il monaco allora cominciò a leggere a Pambo la prima strofa del Salmo 38:

«Ho detto: "Veglierò sulla mia condotta
per non peccare con la mia lingua;
porrò un freno alla mia bocca
mentre l'empio mi sta dinanzi"».

Appena il monaco ebbe letto questo versetto, Pambo si alzò e si congedò da lui dicendo che aveva già sentito abbastanza della Scrittura, e che sarebbe tornato a sentire il resto appena avesse imparato quel primo versetto.

Il monaco aspettò mesi, ma Pambo non si rifece vivo. Finalmente, un giorno il santo monaco incontra casualmente Pambo, e gli chiese dove fosse stato durante tutto quel tempo. Pambo rispose che stava ancora imparando la prima strofa del Salmo 38 a riguardo della lingua.

Quarantanove anni dopo, una persona chiese a Pambo come mai la sua conoscenza della Scrittura si limitasse a quell'unico versetto. E la risposta fu: "Lo sto ancora imparando!"
"Ne uccide più la lingua che la spada!" - E' un proverbio che tutti quanti abbiamo purtroppo sperimentato, tanto come uccisori quanto come vittime.

Dio ha qualcosa da dirci a questo riguardo nella lettera di Giacomo. In Giacomo 3, 2 sta scritto che “tutti quanti manchiamo in molte cose”. Poi Dio continua: “Se uno non pecca nel parlare, è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Quando mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e vengano spinte da venti gagliardi, sono guidate da un piccolissimo timone dovunque vuole chi le manovra.Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male”

Dio dice che quando si riesce a controllare la lingua, si riesce contemporaneamente a controllare anche tutto il resto! Ci sono tanti modi per peccare, ma Dio afferma che controllare i peccati che si commettono con la propria lingua è la prova numero 1 che una persona è davvero cresciuta spiritualmente, è il segno sicuro che la signoria di Gesù Cristo ha conquistato anche il più piccolo angolo del nostro cuore ribelle.

Sentite come Dio dice le cose senza fronzoli:
«Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dalla razza umana, ma la lingua nessun uomo la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio, dalla stessa bocca esce benedizione e maledizione.
Non-dev'essere così, fratelli miei!Può forse, miei fratelli, un albero di fichi proddurre olive o una vite produrre fichi?
Così una sorgente salata non può far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara?» (Giacomo 3,7-11).
E adesso andiamo tutti a confessarci!
Ricordo che alla morte di uno dei nostri santi fratelli che, dopo aver speso la sua vita in missione era stato mandato a fare il portinaio in una nostra casa di formazione, il commento dei nostri studenti fuunanime: "Non l'ho mai sentito parlare male di nessuno!"

Se vuoi, con la potenza di Cristo, puoi controllare la tua lingua, e con essa ogni altra parte della tua vita. E' arrivato davvero il momento nel quale devi concentrare tutta la forza che ti viene da Gesù per superare il tuo esame di maturità spirituale - quello del controllo della tua lingua!


Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto

don Luciano

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